venerdì 25 aprile 2014

25 Aprile

« Partigiano!
 Ti ho visto appeso
immobile.
Solo i capelli si muovevano
leggermente sulla tua fronte.
Era l'aria della sera
che sottilmente strisciava
nel silenzio
e ti accarezzava,
come avrei voluto fare io. »
(Giacomo Manzù, 5, dedica incisa nel "Monumento al partigiano" - Bergamo)


 

giovedì 25 aprile 2013

"E come potevamo noi cantare"


Salvatore Quasimodo

ALLE FRONDE DEI SALICI

E come potevano noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
tra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

 


sabato 20 aprile 2013

Le risposte della poesia


Alla mia nazione (XV)

 

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

 

[Pier Paolo Pasolini: “La religione del mio tempo”, “Nuovi epigrammi” (1958-59)]

sabato 16 marzo 2013

Umberto Saba e il "Canzoniere"

        Mio padre è stato per me “l’assassino”
 

Mio padre è stato per me “l’assassino”

 fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.

 Allora ho visto ch’egli era un bambino,

  e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.

 

Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,

 un sorriso, in miseria, dolce e astuto.

 Andò sempre pel mondo pellegrino;

 più d’una donna l’ha amato e pasciuto.

 

Egli era gaio e leggero; mia madre

 tutti sentiva della vita i pesi.

 Di mano ei gli sfuggì come un pallone.

 

“Non somigliare – ammoniva – a tuo padre.”

 Ed io più tardi in me stesso lo intesi:

 eran due razze in antica tenzone.

 
Il poeta triestino Umberto Saba (1883 – 1957) è una delle figure più originali del nostro Novecento. Il suo Canzoniere, ampliato nel corso delle sue varie edizioni (la prima risale al 1921, l’ultima, postuma, al 1961), contiene tutte le raccolte di liriche da lui composte. La lirica Mio padre è stato per me “l’assassino”  è tratto dalla raccolta Autobiografia, comprendente 15 sonetti che Saba scrisse ispirandosi alla propria vita e che costituiscono una sorta di poemetto scandito in 15 strofe.
Mio padre è stato per me “l’assassino” è il terzo sonetto, in cui il poeta rievoca i suoi genitori: il padre, dal carattere libero e incapace di sottostare ai legami familiari, che abbandonò la moglie prima che il figlio nascesse, e la madre, che dovette sostenere da sola l’educazione del bambino, piena di rancore per il marito che l’aveva lasciata e che chiamò sempre “l’assassino”. Un conflitto aggravato, agli occhi del poeta, dall’appartenenza a due religioni e culture diverse: ebraica la madre, cattolica il padre. Solo quando Saba, ormai adulto, conobbe il padre, ritrovò negli occhi e nel sorriso del detestato “assassino”  non solo l’uomo che lo aveva generato, ma anche una parte importante di sé, legata alla sua sensibilità umana e artistica.
 
Fanciulli allo stadio, una delle cinque poesie per il gioco del calcio (“nate, da una lacrima e da un brivido” scrisse Saba in Storia e cronistoria del Canzoniere )  fa parte della raccolta Parole (1933 – 1934).
Le cinque poesie per il gioco del calcio sono contrassegnate da quell’immediatezza colloquiale e cordiale dell’espressione che è la modalità espressiva più originale e vera del poeta triestino.
Come in tutto il suo Canzoniere, infatti, anche in questa lirica Saba rivela il suo modo di essere, di sentirsi un uomo “come tutti / gli uomini di tutti / i giorni” ( Il Borgo ) capace di godere con gli altri delle piccole gioie quotidiane, accomunato a loro negli slanci di entusiasmo e nei momenti di sofferenza. Qui sono rappresentati i ragazzi allo stadio, il suono delle loro voci che esprimono, come uno squillo, la passione e l’ira. Ai margini del campo, su un muretto, lanciano come frecce i loro strali d’amore sui loro eroi. Questa immagine lieta riconduce il poeta alla sua infanzia, quando era come quei ragazzi, e rimaneva mortificato che tanto amore non trovasse alcuna rispondenza e che uscendo dal campo i calciatori “superbi” non degnassero di uno sguardo i loro umili ammiratori.
Già Leopardi aveva scritto, poco più di un secolo prima, una “canzone civile” intitolata A un vincitore nel gioco del pallone: ma per il grande recanatese il gioco era stato solo un pretesto per esprimere la sua concezione poetica. Saba invece affronta un tema così singolare senza preoccupazioni intellettualistiche, solo con l’intento di cogliere gli “immediati grovigli vitali”, cioè la spontaneità di sentimenti contrastanti (come in questo caso l’amore e la rabbia) che da sempre lo avevano affascinato, ispirandogli le sue poesie più belle.
Sul piano dell’elaborazione formale Fanciulli allo stadio è caratterizzata da un linguaggio limpido e vivace.
In Goal  l’attenzione del poeta si concentra non sugli aspetti tecnici del gioco del calcio, ma sulle emozioni – di gioia e di dolore – che esso provoca.
L’autore rivolge lo sguardo alle emozioni sia dei giocatori sia del pubblico.
Nella prima strofa di Goal, Saba focalizza la sua attenzione sul portiere sconfitto, sulla sua mortificazione e tristezza; nella seconda strofa l’attenzione si concentra sull’entusiasmo dei tifosi e dei giocatori della squadra che ha segnato; nella terza strofa, infine l'attenzione si sposta sulla gioia dell’altro portiere che, per quanto debba restare davanti alla rete, partecipa anch’egli dell’euforia dei suoi compagni.

venerdì 8 marzo 2013

Oltre le mimose...

... ci sono le violenze quotidiane spinte, in alcuni casi, fino all'omicidio; ci sono gli stereotipi e i pregiudizi che dividono le donne in buone e cattive mogli, madri; ci sono le fatiche di uscire da una mentalità gretta e meschina, ancora più arretrata rispetto a quella di oltre trenta anni fa.
Non festa, dunque, ma giornata, l'8 marzo, per riflettere contando gli anni che ancora separano da una vera parità.
Niente mimose, niente festa, niente auguri.

domenica 27 gennaio 2013

27 gennaio


27 gennaio 1945: liberazione del campo di Auschwitz – 27 gennaio: Giornata della Memoria

Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) 1966

Francesco Guccini

Interpreti: Equipe 84

 

Son morto ch'ero bambino

son morto con altri cento

passato per un camino

e ora sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve

e il fumo saliva lento

nei campi tante persone

che ora sono nel vento.

Nel vento tante persone

ma un solo grande silenzio

che strano, non ho imparato

a sorridere qui nel vento.

No, io non credo

che l’uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare

e che il vento mai si poserà

che il vento mai si poserà.

Ancora tuona il cannone

ancora non é contenta        

di sangue la belva umana

e ancora ci porta il vento

e ancora ci porta il vento.

Ancora tuona il cannone

ancora non e` contento       

saremo sempre a milioni

in polvere qui nel vento.

 

Lo stesso Guccini ha dichiarato che "la prima idea" per questa tristissima quanto bellissima e celeberrima canzone gli venne dalla lettura di Tu passerai per il camino - Vita e morte a Mauthausen (Mursia, 1965), un libro di memorie di Vincenzo Pappalettera.
Come afferma Paolo Jachia, "Guccini scrive e canta la storia terribile ed emblematica di un anonimo bambino morto e bruciato nel famigerato campo di sterminio nazista (il 27 gennaio, data della liberazione dei prigionieri di Auschwitz, è stato proclamato universalmente e perennemente giorno del ricordo e della memoria). Una storia-simbolo delle altre sei milioni di vittime dell'orrore hitleriano, ma è da rimarcare che Guccini non si limita alla condanna del nazismo ma allarga la sua condanna a ogni guerra e allude probabilmente al dramma della guerra in Vietnam, allora in corso" [P. Jachia, Francesco Guccini, Editori Riuniti, Roma 2002, p. 25].
Scrive ancora Jachia [cit., p. 25]: "Un testo semplice, immediato, fatto di brevi versi, sostenuto per lo più da rime facili, ma artisticamente e retoricamente efficace e in grado di esprimere una forte e sincera commozone poetica. Per tutto questo Auschwitz conquistò subito il consenso unanime di cattolici, comunisti, anarchici, libertari". 

 

Se questo è un uomo (1945 – 1947)

Primo Levi

 

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no.

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

domenica 6 gennaio 2013

Scheda di lettura


ANNO SCOLASTICO 2012/2013

 

LETTURE QUADRIMESTRALI

 

SCHEDA DI LETTURA DI UN LIBRO

 

 

La scheda di lettura di un libro dovrà essere costruita fornendo:

  • informazioni sul libro:

-          titolo

-          autore

-          casa editrice

-          anno di pubblicazione, anno di pubblicazione della prima edizione, eventuale anno di ristampa o ripubblicazione

-          genere (fiaba, favola, diario, racconto, romanzo, saggio, commedia, tragedia, etc,)

-          luogo e tempo della storia (in caso di testo letterario nonché contestualizzazione di saggi, lettere, diari, etc.)

  • sintesi della trama o dell’argomento trattato (max 10 righe)
  • commento (che cosa mi è piaciuto, che cosa non mi è piaciuto)
  • frasi (almeno tre) ritenute più significative ed estratte dal testo (riportare il numero della pagina).

 

venerdì 16 novembre 2012

Verifica di storia - 5^ H

Argomenti e pagine di riferimento da sapere bene bene:
- Mazzini, Gioberti, Cattaneo; pgg. 141, 142, 146, 148
- il 1848; pg. 153
- l'Italia unita e i problemi dell'Unità; pgg. 188 - 202
- gli anni '70 in Italia e il Femminismo italiano; vedere pgg. 363-365, volume di storia dell'anno in corso.
- vedere pgg. 2-5, 298-302, 522- 525, in particolare la contestazione studentesca, il femminismo e la questione femminile (pg. 528) del testo di italiano.
17 marzo 1861 A Torino si riunisce il primo Parlamento nazionale italiano e viene proclamato il Regno d'Italia con a capo Vittorio Emanuele II di Savoia


1864 Il pontefice Pio IX emana il Syllabus errorum, un documento in cui si elencano gli errori condannati dalla Chiesa. Tra questi errori figurano il socialismo, il comunismo, le società segrete, la separazione del potere temporale da quello spirituale, la libertà di religione, la libertà di stampa. Il documento termina con la dichiarazione che il pontefice non poteva assolutamente "riconciliarsi con il progresso, il liberalismo, la civiltà moderna"

1864 (1865) La capitale d'Italia viene spostata a Firenze

2 settembre 1870 Nella guerra franco-prussiana l'esercito francese viene annientato nella battaglia di Sedan

20 settembre 1870 I fanti e i bersaglieri guidati dal generale Raffaele Cadorna entrano a Roma attraverso la breccia di Porta Pia

2 ottobre 1870 La popolazione romana con un plebiscito approva l'annessione al Regno d'Italia

26 gennaio 1871 Viene approvata la legge che fissa il trasferimento della capitale a Roma per il 30 giugno

1 novembre 1871 Pio IX emana l'enciclica Respicientes nella quale dichiara l'occupazione dei domini della Santa Sede "ingiusta, violenta, nulla e invalida" e di essere prigioniero in Vaticano

1871 Il Parlamento italiano approva la legge delle guarentigie (le garanzie che lo Stato italiano forniva al pontefice

1876 La Sinistra storica al governo con Agostino Depretis

1878 Muore Vittorio Emanuele II. Sul trono gli succede il figlio Umberto I

20 maggio 1882 L'Italia firma la Triplice Alleanza con l'impero tedesco e l'impero austro-ungarico

1887 Muore Agostino Depretis. Subentra Francesco Crispi

8 - 9 maggio 1898 A Milano, per fermare la rivolta popolare, le truppe del generale Bava Beccaris usano l'artiglieria contro la folla provocando più di 100 morti e 500 feriti

24 luglio 1900 Il re Umberto I viene ucciso in un attentato dall'anarchico Gaetano Bresci

1900 Sale al trono il re Vittorio Emanuele III, figlio di Umberto I

1900 – 1914 Belle époque

1914 -1918 Prima guerra mondiale

24 maggio 1915 L’Italia entra in guerra (Prima guerra mondiale)


28 ottobre 1922 Marcia su Roma e ascesa al potere del Fascismo in Italia


1 settembre 1939 La Germania di Hitler invade la Polonia e dà inizio alla Seconda guerra mondiale

10 giugno 1940 L’Italia entra in guerra (Seconda guerra mondiale)


25 luglio 1943 Mussolini è costretto a dimettersi e il re Vittorio Emanuele III lo fa arrestare

8 settembre 1943 L’Italia annuncia l’armistizio con gli Alleati ma la guerra continua


12 settembre 1943 Mussolini, liberato dai soldati tedeschi, fonda la Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò

1943 – 1945 Resistenza dei partigiani contro i nazisti che occupano il centro e il nord dell’Italia e contro i fascisti della Repubblica di Salò (Guerra civile)


25 aprile 1945 Milano, Torino e Genova vengono liberate dagli alleati

30 aprile 1945 Hitler si suicida per non cadere nelle mani degli alleati giunti ormai alle porte di Berlino


8 maggio 1945 La Germania si arrende

6 e 9 agosto 1945 Per costringere alla resa il Giappone, gli USA sganciano la bomba atomica rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki


2 settembre 1945 Fine della Seconda guerra mondiale con la resa del Giappone


2 giugno 1946 Referendum monarchia – repubblica in Italia. Le donne italiane votano per la prima volta


1945 – 1989 Guerra fredda tra i due blocchi continentali guidati da USA e URSS

1 gennaio 1948 Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana

1968 Anno della contestazione giovanile
1969 – 1984 anni del terrorismo italiano (Anni di piombo)


16 marzo 1978 Rapimento, da parte delle Brigate Rosse, dell’onorevole Aldo Moro, figura di spicco della Democrazia Cristiana

9 maggio 1978: Assassinio, da parte delle Brigate Rosse, di Aldo Moro


9 novembre 1989 Abbattimento del muro di Berlino, simbolo della guerra fredda. Crollo dei regimi comunisti dell’Europa dell’Est


venerdì 26 ottobre 2012

"Se una radio è libera..."

"Bastarono i nostri quindici anni.
Bastò un trasmettitore da 5 watt preso a centomila lire.
Bastò un vecchio giradischi Philips, un microfono da dieci carte e un mixerino con due fader.
Bastò l'estro di un amico diciassettenne che faceva l'Istituto tecnico.
Bastò una stanza di casa sua e un'antennazza sui suoi tetti.
E avemmo la nostra radio."
(Luciano Ligabue: "Fuori e dentro il borgo", Baldini & Castoldi, Milano, 1997, pg. 80)

"<<Ecco.>>
<<Ecco cosa?>>
<<Novantanove megahertz.>>
<<Cosa?>>
<<E' la frequenza, la nostra frequenza.>>
<<Vuoi dire, che...>>
<<Siamo in onda.>>
[...]
Quella era Radiopirata, la più piccola radio dell'universo. Trasmetteva sui 99 megahertz. Non ce ne sarebbe stata mai più una uguale."
(Francesco Carofiglio: "Radiopirata", Marsilio Editori S.p.A., Venezia, 2011, pg. 150, pg. 152)


http://youtu.be/ac1HtWUuKHo