martedì 28 febbraio 2012

CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA


Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L'ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s'affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E' la vita mortale.

Nasce l'uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell'esser nato.
Poi che crescendo viene,
L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell'umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
E' lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l'ardore, e che procacci
Il verno co' suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand'io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell'innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell'esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors'altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d'affanno
Quasi libera vai;
Ch'ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,
Tu se' queta e contenta;
E gran parte dell'anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
E un fastidio m'ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell'agio, ozioso,
S'appaga ogni animale;
Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E' funesto a chi nasce il dì natale.


Commento:
Il "Canto Notturno" è uno dei momenti chiave dello sviluppo del pensiero e della poesia leopardiana.
Il poeta, identificatosi in un pastore nomade, vaga nelle steppe asiatiche con il suo gregge di pecore, sotto lo sguardo della luna, che lo segue ovunque; egli si lascia andare ad un canto che suona come una richiesta di aiuto alla Natura. Forse l'astro, da sempre presente nel cielo, conosce il perché della vita, il perché noi esistiamo, ma ella non gli risponde. Questo grande idillio è fondamentale nel passaggio da una visione di pessimismo personale a quella di tipo cosmico: la vita del pastore, come ci viene descritta da, è una continua sofferenza e non attende altro che la morte. Il dolore della vita comincia nel momento stesso della nascita ed, infatti, i genitori da subito iniziano a consolare il bambino quasi come a volersi fare perdonare per averlo messo al mondo. Il pastore/poeta chiede a questo punto alla luna perchè far nascere un essere umano per poi vederlo soffrire: qui Leopardi capisce che probabilmente la luna non prova dolore qualità presente solo nei mortali. La luna conosce tutte le risposte alle sue domande, alle domande della vita, ma non le condivide con lui. Perduta ogni speranza di risposta da parte della luna, il pastore si rivolge al gregge: le pecore sono mortali come lui, ma sono più fortunate perchè non provano noia e dimenticano il dolore provato, quasi istantaneamente.
In conclusione, il poeta, arriva ad una soluzione: probabilmente tutti i mortali, in qualsiasi forma, uomini o animali, provano le stesse sensazioni di noia e sofferenza.




Giacomo Leopardi - "Alla luna"

Dei "Piccoli idilli", in cui è possibile individuare la fase del pessimismo storico leopardiano, fa parte il componimento "Alla luna".

"O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l'anno, sovra questo colle
io venia pien d'angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, né cangia stile,
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l'etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l'affanno duri!"

Il pessimismo storico


Gli studiosi hanno distinto tre fasi del pessimismo leopardiano: una fase di "pessimismo storico" , una di "pessimismo psicologico" e una di "pessimismo cosmico" .
1. Il "Pessimismo Storico" si basa sulla "Teoria delle Illusioni".
Indagando sulla causa dell'infelicità umana, Leopardi segue la spiegazione di Rousseau, e afferma, con la sua "Teoria delle Illusioni", che gli uomini furono felici soltanto nell'età primitiva, quando vivevano a stretto contatto con la natura, ma poi essi vollero uscire da questa beata ignoranza e innocenza istintiva e servendosi della ragione, si misero alla ricerca del vero. Le scoperte della ragione furono catastrofiche: essa infatti scoprì la vanità delle illusioni, che la natura, come una madre benigna aveva ispirato agli uomini; scoprì le leggi meccaniche che regolano la vita dell'universo; scoprì il male, il dolore, l'infelicità, l'angoscia esistenziale.
La storia degli uomini, dice Leopardi, non è progresso, ma decadenza da uno stato di inconscia felicità naturale, ad uno stato di consapevole dolore, scoperto dalla ragione. Ciò che è avvenuto nella storia dell'umanità, si ripete nella storia di ciascun individuo. Dall'età dell'inconscia felicità, quale è quella dell'infanzia, dell'adolescenza e della giovinezza, tutto sorride intorno e il mondo è pieno di incanto e di promesse, si passa all'età della ragione, all'età dell'arido vero, del dolore consapevole e irrimediabile. La ragione è colpevole della nostra infelicità, in contrasto con la natura madre provvida, benigna, che cerca di coprire col velo dei sogni, delle fantasie e delle illusioni le tristi verità del nostro essere.

giovedì 24 febbraio 2011

Esempio di tema svolto (Prima prova d'esame)

"L'industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l'uomo che viveva in comunità è diventato folla solitaria nella megalopoli. [...]"
Svolgimento


L'evoluzione dei comportamenti umani e sociali provocata dalla industrializzazione ha reso sempre più difficile il dialogo tra le persone e ha ridotto la possibilità di partecipare attivamente alle vicende della comunità di appartenenza.
Un tempo, nel borgo medioevale, ad esempio, vi erano molte più possibilità di incontro e di comunicazione diretta tra gli abitanti di uno stesso luogo, per quanto non vi fossero tecniche e strumenti di comunicazione sviluppati come quelli odierni.
Le relazioni erano molto più semplificate e si tendeva a partecipare alle gioie e alle sofferenze quotidiane dei propri vicini.
Paradossalmente, lo sviluppo delle tecnologie e delle comunicazioni ha reso le persone più isolate: si ha la possibilità di assistere ad un evento che accade a migliaia di chilometri o di comunicare con chi risiede dall'altra parte del globo ma ci si dimentica di guardarsi negli occhi o di parlare con il proprio dirimpettaio.
Ciascuno si sente estraneo rispetto agli altri e anche rispetto a sé stesso.
Ci si abitua ad assistere passivamente agli eventi del mondo e si smette di esercitare la propria capacità critica, assumendo ruoli e funzioni codificate dai mass-media ed imposte dalla società dei consumi.
Allude a questo, probabilmente, Tamburrano, quando scrive che "è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente o partecipare ai fatti di comunità."
Ciò può voler auspicare la costruzione di un nuovo rapporto con la comunità circostante, imparando ad ascoltare e ad ascoltarsi, liberi dai condizionamenti di chi impone modelli formali che spersonalizzano l'individuo e lo rendono elemento di un sistema che appiattisce ed omologa, disprezzando le vitalità e le differenze individuali.

mercoledì 17 novembre 2010

GLI EVENTI DEL NOVECENTO

1900 – 1914 Belle époque




1914 -1918 Prima guerra mondiale




24 maggio 1915 L’Italia entra in guerra (Prima guerra mondiale)




1917 Rivoluzione russa




28 ottobre 1922 Marcia su Roma e ascesa al potere del Fascismo in Italia




1933 Ascesa al potere di Hitler in Germania




1 settembre 1939 La Germania di Hitler invade la Polonia e dà inizio alla Seconda guerra mondiale




10 giugno 1940 L’Italia entra in guerra (Seconda guerra mondiale)




25 luglio 1943 Mussolini è costretto a dimettersi e il re Vittorio Emanuele III lo fa arrestare




8 settembre 1943 L’Italia annuncia l’armistizio con gli Alleati ma la guerra continua




12 settembre 1943 Mussolini, liberato dai soldati tedeschi, fonda la Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò




1943 – 1945 Resistenza dei partigiani contro i nazisti che occupano il centro e il nord dell’Italia e contro i fascisti della Repubblica di Salò (Guerra civile)




25 aprile 1945 Milano, Torino e Genova vengono liberate dagli alleati




30 aprile 1945 Hitler si suicida per non cadere nelle mani degli alleati giunti ormai alle porte di Berlino




8 maggio 1945 La Germania si arrende




6 e 9 agosto 1945 Per costringere alla resa il Giappone, gli USA sganciano la bomba atomica rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki




2 settembre 1945 Fine della Seconda guerra mondiale con la resa del Giappone




2 giugno 1946 Referendum monarchia – repubblica in Italia. Le donne italiane votano per la prima volta




1945 – 1989 Guerra fredda tra i due blocchi continentali guidati da USA e URSS




1 gennaio 1948 Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana




1968 Anno della contestazione giovanile




1969 – 1984 anni del terrorismo italiano (Anni di piombo)




16 marzo 1978 Rapimento, da parte delle Brigate Rosse, dell’onorevole Aldo Moro, figura di spicco della Democrazia Cristiana




9 maggio 1978: Assassinio, da parte delle Brigate Rosse, di Aldo Moro




9 novembre 1989 Abbattimento del muro di Berlino, simbolo della guerra fredda. Crollo dei regimi comunisti dell’Europa dell’Est








GLI EVENTI DEL NOVECENTO

1900 – 1914 Belle époque





1914 -1918 Prima guerra mondiale





24 maggio 1915 L’Italia entra in guerra (Prima guerra mondiale)





1917 Rivoluzione russa





28 ottobre 1922 Marcia su Roma e ascesa al potere del Fascismo in Italia





1933 Ascesa al potere di Hitler in Germania





1 settembre 1939 La Germania di Hitler invade la Polonia e dà inizio alla Seconda guerra mondiale





10 giugno 1940 L’Italia entra in guerra (Seconda guerra mondiale)





25 luglio 1943 Mussolini è costretto a dimettersi e il re Vittorio Emanuele III lo fa arrestare





8 settembre 1943 L’Italia annuncia l’armistizio con gli Alleati ma la guerra continua





12 settembre 1943 Mussolini, liberato dai soldati tedeschi, fonda la Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò





1943 – 1945 Resistenza dei partigiani contro i nazisti che occupano il centro e il nord dell’Italia e contro i fascisti della Repubblica di Salò (Guerra civile)





25 aprile 1945 Milano, Torino e Genova vengono liberate dagli alleati





30 aprile 1945 Hitler si suicida per non cadere nelle mani degli alleati giunti ormai alle porte di Berlino





8 maggio 1945 La Germania si arrende





6 e 9 agosto 1945 Per costringere alla resa il Giappone, gli USA sganciano la bomba atomica rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki





2 settembre 1945 Fine della Seconda guerra mondiale con la resa del Giappone





2 giugno 1946 Referendum monarchia – repubblica in Italia. Le donne italiane votano per la prima volta





1945 – 1989 Guerra fredda tra i due blocchi continentali guidati da USA e URSS





1 gennaio 1948 Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana





1968 Anno della contestazione giovanile





1969 – 1984 anni del terrorismo italiano (Anni di piombo)





16 marzo 1978 Rapimento, da parte delle Brigate Rosse, dell’onorevole Aldo Moro, figura di spicco della Democrazia Cristiana





9 maggio 1978: Assassinio, da parte delle Brigate Rosse, di Aldo Moro





9 novembre 1989 Abbattimento del muro di Berlino, simbolo della guerra fredda. Crollo dei regimi comunisti dell’Europa dell’Est











GLI EVENTI DEL NOVECENTO


1900 – 1914 Belle époque
1914 -1918 Prima guerra mondiale
24 maggio 1915 L’Italia entra in guerra (Prima guerra mondiale)
1917 Rivoluzione russa
28 ottobre 1922 Marcia su Roma e ascesa al potere del Fascismo in Italia
1933 Ascesa al potere di Hitler in Germania
1 settembre 1939  La Germania di Hitler invade la Polonia e dà inizio alla Seconda guerra mondiale
10 giugno 1940 L’Italia entra in guerra (Seconda guerra mondiale)
25 luglio 1943 Mussolini è costretto a dimettersi e il re Vittorio Emanuele III lo fa arrestare
8 settembre 1943 L’Italia annuncia l’armistizio con gli Alleati ma la guerra continua
12 settembre 1943 Mussolini, liberato dai soldati tedeschi, fonda la Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò
1943 – 1945 Resistenza dei partigiani contro i nazisti che occupano il centro e il nord dell’Italia e contro i fascisti della Repubblica di Salò (Guerra civile)
25 aprile 1945 Milano, Torino e Genova vengono liberate dagli alleati
30 aprile 1945 Hitler si suicida per non cadere nelle mani degli alleati giunti ormai alle porte di Berlino
8 maggio 1945 La Germania si arrende
6 e 9 agosto 1945 Per costringere alla resa il Giappone, gli USA sganciano la bomba atomica rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki
2 settembre 1945 Fine della Seconda guerra mondiale con la resa del Giappone
2 giugno 1946 Referendum monarchia – repubblica in Italia. Le donne italiane votano per la prima volta
1945 – 1989 Guerra fredda tra i due blocchi continentali guidati da USA e URSS
1 gennaio 1948 Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana
1968 Anno della contestazione giovanile
1969 – 1984 anni del terrorismo italiano (Anni di piombo)
16 marzo 1978 Rapimento, da parte delle Brigate Rosse, dell’onorevole Aldo Moro, figura di spicco della Democrazia Cristiana
9 maggio 1978: Assassinio, da parte delle Brigate Rosse, di Aldo Moro
9 novembre 1989 Abbattimento del muro di Berlino, simbolo della guerra fredda. Crollo dei regimi comunisti dell’Europa dell’Est

lunedì 8 novembre 2010

DEMOCRAZIE

Come costruire una democrazia rafforzata, capace di trasformare le differenze in risorse?




MODELLO DI DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

1) DIRITTO DI PAROLA

2) DIRITTO DI CONTRADDITTORIO

3) DIRITTO DELLA MAGGIORANZA CUI LA MINORANZA SI ADEGUA


Può esistere una democrazia basata sull’ascolto che potenzia la democrazia parlamentare


MODELLO DI DEMOCRAZIA BASATO SULL’ASCOLTO DELLE MINORANZE

1) DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO

2) DIRITTO DI MOLTIPLICARE LE PROGETTUALITÀ

3) COOPROGETTUALITÀ CREATIVA (DIALOGO E ASCOLTO BASATI SULLA DISCUSSIONE E SULL’ESPLORAZIONE)


(Appunti tratti dalla relazione di Marianella Sclavi, Albino (Bg), Seminario: "Educare al conflitto", 16 settembre 2010)



DEMOCRAZIE

Come costruire una democrazia rafforzata, capace di trasformare le differenze in risorse?








MODELLO DI DEMOCRAZIA PARLAMENTARE


1) DIRITTO DI PAROLA


2) DIRITTO DI CONTRADDITTORIO


3) DIRITTO DELLA MAGGIORANZA CUI LA MINORANZA SI ADEGUA




Può esistere una democrazia basata sull’ascolto che potenzia la democrazia parlamentare


MODELLO DI DEMOCRAZIA BASATO SULL’ASCOLTO DELLE MINORANZE


1) DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO


2) DIRITTO DI MOLTIPLICARE LE PROGETTUALITÀ


3) COOPROGETTUALITÀ CREATIVA (DIALOGO E ASCOLTO BASATI SULLA DISCUSSIONE E SULL’ESPLORAZIONE)




(Appunti tratti dalla relazione di Marianella Sclavi, Albino (Bg), Seminario: "Educare al conflitto", 16 settembre 2010)




DEMOCRAZIE

Come costruire una democrazia rafforzata, capace di trasformare le differenze in risorse?
MODELLO DI DEMOCRAZIA PARLAMENTARE
1) DIRITTO DI PAROLA
2) DIRITTO DI CONTRADDITTORIO
3) DIRITTO DELLA MAGGIORANZA CUI LA MINORANZA SI ADEGUA
Può esistere una democrazia basata sull’ascolto che potenzia la democrazia parlamentare
MODELLO DI DEMOCRAZIA BASATO SULL’ASCOLTO DELLE MINORANZE
1) DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO
2) DIRITTO DI MOLTIPLICARE LE PROGETTUALITÀ
3) COOPROGETTUALITÀ CREATIVA (DIALOGO E ASCOLTO BASATI SULLA DISCUSSIONE E SULL’ESPLORAZIONE)

(Appunti tratti dalla relazione di Marianella Sclavi, Albino (Bg), Seminario: "Educare al conflitto", 16 settembre 2010)